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METODO FELDENKRAIS® E MUSICISTI

“…tutti i metodi della ginnastica si basano sulla ripetizione dell’azione. E non solo la ginnastica - tutto ciò che impariamo si basa in gran parte sul principio della ripetizione e dell’apprendimento a memoria. Ciò può meglio spiegare il motivo per cui un uomo può esercitarsi quotidianamente su uno strumento musicale e non riuscire a fare progressi, mentre un altro dimostra ogni giorno un miglioramento. Forse il talento, che è la spiegazione socialmente accettata di questa diversità di risultato, deriva dal fatto che il secondo studente osserva ciò che fa quando suona, mentre il primo ripete solo e impara a memoria, essendo convinto che la semplice ripetizione di una brutta esecuzione porterà in qualche modo alla perfezione musicale.” 
Moshe Feldenkrais

 

Il legame fra apprendimento musicale e apprendimento corporeo è alla base del percorso evolutivo di un musicista. Per comprenderne le ragioni basta pensare alla quantità, alla complessità e alla qualità delle azioni necessarie per una esecuzione strumentale o vocale: i movimenti veloci e sottili delle dita o della lingua, la plasticità della cavità orale, la potenza della respirazione, i differenti adattamenti posturali richiesti da ogni strumento, l’uso del gesto espressivo come specchio del fraseggio musicale.

Migliorare il suono, acquisire maggiore agilità tecnica, affinare l’espressività, è ciò che più interessa ad un musicista. Spesso però, l’incessante voglia di ‘andare oltre’, l’ansia e la fretta in particolari situazioni di stress - come l’avvicinarsi di un concerto, un concorso o un esame -, portano ad usare una quantità di energia superiore a quella realmente necessaria.

Senza il supporto di un percorso che stimoli un’accurata attenzione corporea, si rischia facilmente di chiedere al corpo prestazioni che oltrepassano la soglia del piacevole e del fisiologico, provocando danni piuttosto che benefici.

Per un musicista è fondamentale quindi imparare ad organizzare al meglio il proprio corpo per non incorrere in posizioni scomode, tensioni, rigidità, in funzione di performance più piacevoli. Questo vuol dire trovare un modo per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.

Attraverso il Metodo Feldenkrais i musicisti possono:

- acquisire maggiore abilità tecnica, sfruttando il sostegno dello scheletro per una migliore coordinazione muscolare;
- ottenere una postura dinamica, prevenendo o risolvendo problemi come dolori muscolari, tendiniti, mal di schiena, infiammazioni;
- migliorare il respiro, comprendendone e percependone la relazione col movimento di tutta la struttura corporea;
- sviluppare una più profonda percezione verso le piccole differenze;
- gestire l’emotività, per un più equilibrato e consapevole controllo durante le performance.

 

“La maggior parte degli artisti, che siano calzolai o scultori, compositori o eccezionali strumentisti, poeti o scienziati, migliorano con gli anni, come il buon vino. La differenza lampante fra queste persone sane e gli altri è che hanno capito per intuizione, genio personale o grazie alla fortuna di aver imparato da un sano maestro, che l’apprendimento è il vero dono della vita. Un genere speciale di apprendimento: quello con cui si impara a conoscere se stessi.”
Moshe Feldenkrais

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